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Ashley Fiolek, angelo del cross

Giovane ma già veterana. L'intervista

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Occhi azzurri, lunghi capelli biondi, sorriso tenero. Ashley Fiolek è la classica bella ragazza americana dal viso dolce e dallo sguardo sbarazzino. A nessuno verrebbe in mente che in realtà è anche campionessa di uno sport nell’immaginario collettivo “rude” e “maschile” come il motocross. E oggi veste i colori della scuderia Honda Red Bull Racing Team, superando anche un grave handicap (Ashley è sorda dalla nascita) in uno sport in cui il suono riveste un ruolo importante. Ma come si è avvicinata a questo sport e com’è nella vita privata la giovane (non ha ancora 20 anni, ndr) Fiolek? Ce lo rivela lei stessa in una lunga intervista a LuxSport.

Mio padre corre da quando era giovane, così come suo padre – ci dice -, così già da quando avevo 2 anni montavo sul manubrio della moto di mio padre o di mia madre. A 3 anni ho avuto la mia prima due ruote, una moto 50cc con le ruotine laterali di supporto, il che la rendeva difficile da guidare così l’ho un po’ abbandonata continuando ad andare insieme ai miei genitori. Finché, a 7 anni, ho finalmente tolto le ruotine cominciando a guidare. Un mese dopo ho corso la mia prima gara e da allora non ho più smesso“.

Che valori ti ha insegnato questo sport?
Per essere bravo, in ogni sport, ti ci devi dedicare, lavorare duro, fissare degli obiettivi e superarli senza curarti di quanto possa essere difficile. Per quanto mi riguarda, voglio dare il massimo di me stessa producendo il massimo sforzo, lavorando duro per raggiungere i miei scopi. Oltre a lavorare sodo penso che ci voglia anche molta sportività, correre senza guardare in faccia nessuno quando sei in pista ma amico di tutti fuori dal tracciato. Tutti vogliamo vincere, dare il massimo, e possiamo essere un po’ aggressivi in gara, ma credo che quando le moto sono poi parcheggiate, una delle cose più belle del motocross sono le persone che puoi incontrare e le amicizie che puoi stringere.

Quali sono le tue passioni nella vita di tutti i giorni?
Dio, la mia famiglia e i miei amici, motocross, cibo…

Quando scendi dalla moto, preferisci vestire fashion o sportivo?
Sportivo, molto casual.

Come esalti la tua femminilità?
Curo spesso i miei capelli.

C’è un oggetto di lusso per il quale faresti follie?
Il motocross è già abbastanza pazzo (risponde ridendo, ndr), ma non saprei… Una volta sono saltata da un aereo, ho fatto un salto mortale in moto in una fossa piena di schiuma, non sono sicura di voler aggiungere altro alla lista ma penso che lo farei soltanto per qualcosa di realmente grande e importante.

Che cosa rispondono i ragazzi quando dici loro che sei un campione di motocross?
Wow… è sempre diverso. Alcuni restano senza fiato, altri che possono battermi e altri ancora non mi credono subito. In genere quando dico che corro, nessuno pensa subito a una moto, molti dicono “intendi dire in bici, giusto?“.

Cosa vuoi dire alle ragazze che vogliono avvicinarsi a questo sport pensando che sia una prerogativa maschile?
Voglio dire loro di essere aperte a tutte le possibilità. Il motocross e le motociclette sono per ragazzi e ragazze, uomini e donne. Nel 2009 sono diventata la prima donna nella storia americana a entrare a far parte dell’Honda Red Bull Racing Team, io stessa e i miei genitori abbiamo sempre pensato che sarebbe stato possibile e che il motocross fosse uno sport anche femminile. Voglio dire loro, se questo è il loro sogno, di circondarsi delle persone giuste, fissare degli obiettivi, lavorare duro e ricordarsi sempre chi si è.

La sportiva che apprezzi? Lo sportivo con cui vorresti fare un viaggio romantico?
Tra le donne Billy Jean King: ho apprezzato molto quello che ha fatto per le donne in tutti gli sport, per come si è erta a lottatrice per l’eguaglianza nel suo sport, il tennis, e in tutto il movimento sportivo. Oggi Billy Jean King ha la Women’s Sports Foundation e continua a lavorare per le atlete indipendentemente dallo sport. Lo sportivo che mi piace di più è invece Michael Phelps, credo sia molto “hot” (dice sorridendo, ndr).

Hai vinto la battaglia più difficile contro il tuo handicap. Quali sono ora i tuoi obiettivi nella vita così come nello sport?
In passato ho visitato diverse scuole per sordomuti per incoraggiare quelle persone, convincerle a inseguire i propri sogni, che tutto è possibil; vorrei continuare a fare questo e provare a far cambiare idea ai bambini che non credono di poter fare qualunque cosa o che non credono in sé stessi. Dal punto di vista sportivo, mi piacerebbe venire in Europa e vincere la Fim World Championship in futuro, così come mi piacerebbe diventare la prima donna americana a qualificarsi per una gara outdoor maschile pro national. Infine, grazie per quest’opportunità che mi avete dato per farmi conoscere un po’ meglio. Vorrei anche ringraziare le persone che mi hanno aiutato a raggiungere i miei obiettivi o sogni: Dio, mia madre, mio padre e il mio piccolo fratellino Kicker, i miei allenatori. in sella e non, Red Bull, American Honda, Honda Red Bull Racing, Alpinestars, Smith Optics, Able Planet, T-Mobile, AGV, e LS Motors Honda Belgium. Grazie a tutti!

Domenico Fabbricini

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