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Malati di Alfa

La famiglia Cozzi e il museo del Biscione

L’Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili… È una specie di malattia, l’entusiasmo per il mezzo di trasporto. È un modo di vivere… Si tratta di sensazioni, di passione, tutte cose che hanno a che fare più con il cuore che con il cervello. Sono concetti che nascono dall’attività nelle corse, nelle quali l’eccellenza è indispensabile“. Parte da questa citazione di Orazio Satta Puliga, progettista Alfa Romeo nel periodo 1946/1974 e artefice della trasformazione della produzione da tipo artigianale a linea di montaggio, Pietro Cozzi, anima, con i figli, di un museo dedicato all’Alfa e proprietario della concessionaria “Fratelli Cozzi” di Legnano.

Una passione che nasce da lontano: “Nel 1955 la famiglia Cozzi, tre figli maschi e una femmina, con mamma Carlotta e papà Giuseppe (costruttore edile), decide di trovare una nuova attività da far gestire ai figli – racconta Pietro Cozzi -. L’automotive era stata considerata un’opportunità interessante e l’Alfa Romeo era assente sul territorio. Detto, fatto. Nel 1954 si dà il via alla costruzione della struttura di via Castello a Legnano (mq. 500, ndr), e nel 1955 si inaugura la nuova attività Garage Castello, primo servizio Alfa Romeo in provincia di Milano. Nel 1960 la trasformazione in F.lli Cozzi s.a.s. e l’ampliamento della struttura“.

Comincia da qui una consistente trasformazione con la F.lli Cozzi che diventa S.p.A., Pietro diventa azionista di maggioranza e liquida i fratelli. Si costruisce una nuova sede in V.le Toselli che, con nuovi impianti in 7mila mq coperti, diventa ancor più un’importante realtà commerciale e assistenziale sul territorio. La F.lli Cozzi è sempre vicina alla sua terra, con un’attenzione particolare al sociale. Sponsor dell’Associazione Calcio Legnano, di concerti benefici a favore della Lega Tumori, dei restauri della Basilica di S. Magno in Legnano, di promozioni sportive e altro ancora.

Esiste qualche auto di lusso che amate particolarmente? Di che modello?
Il nostro attuale fiore all’occhiello è la “8C Competizione” una vettura sportivissima, unica e meravigliosa che fa sognare ogni alfista. Peccato che ne abbiano prodotti solo 500 pezzi.
 
Le automobili più costose che sono passate dalla vostra concessionaria?
Ne sono passate tante, anche Rolls Royce, ma sopratutto auto d’epoca.
 
Pochi giorni fa avete inaugurato un museo che ha avuto un grandissimo successo. I perché di questa iniziativa.
La nostra è una passione vecchia come l’azienda. Abbiamo cominciato con una Giulietta TI anni Sessanta e, piano piano, oggi siamo arrivati ad averne collezionate ben 42. Le abbiamo sempre coccolate e conservate solo per noi. Finchè un giorno un amico collezionista ci disse: “Una collezione come la vostra deve essera fatta conoscere a tutti coloro che amano la storia di Alfa Romeo”. Così abbiamo fatto, ed è nostra intenzione aprire il museo al pubblico in occasione di eventi particolari legati all’automotive.

Le attività legate al “Fratelli Cozzi My Club”…
E’ un’idea di mia figlia Elisabetta che, insieme a Roberto “travolti” dalla passione per le auto d’epoca, hanno deciso di creare un club, con iscrizione gratuita, ai cui soci saranno fornite indicazioni, proposte e attività legate sempre al nostro mondo.

E a proposito di My Club, Michelangelo Marinelli, primo iscritto, top manager del mercato delle energie rinnovabili di recente nominato presidente di Laborex, società svizzera di investimento in questo settore, ha voluto provare l’Alfa Spider Mille Miglia, motore 3.2 V6 260 CV. Il manager spiega così la sua passione a quattro ruote: “Una Rover e una Pininfarina d’epoca prima, una Mercedes Spider poi, sono state le mie prime ‘compagne di viaggio’. Il concetto della Spider soddisfa il mio senso estetico e di benessere al volante, non certo la mia ricerca del brivido nella velocità. Tanto è vero che oggi che sono padre di due bimbi, il mio ‘parco macchine’ è composto da una BMW Touring e una Dino 246 GT del 1971. Se la prima possiamo definirla una vettura più a carattere familiare, anche se dotata in fondo di un’anima sportiva, la seconda rispecchia la mia predilezione per le auto di fascino, indipendentemente dalla velocità che possono raggiungere. Per questo adoro le Alfa Romeo“.

Raffaele Lupo

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