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Tacchetti a spillo

Ecco a voi l'Internazionale Modelle Calcio

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Belle donne e calcio, esiste una passione più grande per il “macho” italiano? E se si mescolano insieme questi due mondi, cosa ne esce? È quanto ha pensato nell’ottobre del 2006 un gruppo di amiche, fondando l’Associazione Internazionale Modelle Calcio per la Solidarietà: in pratica un’associazione non profit che ha il solo scopo di organizzare spettacoli calcistici di beneficenza. Divertire, divertirsi e raccogliere fondi, la formula è vincente. Ne abbiamo parlato con Celeste Maione, presidente dell’associazione, che ci ha raccontato com’è nata l’idea e le principali attività delle ragazze.

Innanzitutto c’è da fare una precisazione – spiega a LuxSport -: non siamo un’agenzia di modelle che si atteggia a squadra di calcio, ma siamo una vera e propria associazione non profit con tutte le caratteristiche del caso, che si atteggia a squadra di calcio. L’Associazione Internazionale Modelle Calcio per la Solidarietà nasce dalla volontà di creare un mezzo che potesse, attraverso attività sociali, dare una mano alle persone o ad associazioni in difficoltà; insomma, ci prestiamo laddove esista una giusta causa. Le modelle, si sa, in qualche modo fanno sempre notizia e vederle in pantaloncini su un campo di calcio a dare calci a un pallone, beh, la cosa desta non poca curiosità. Calcio e modelle, quale migliore combinazione?“.

Siete calciatrici, ex calciatrici o solo ragazze con la passione per lo sport?
In verità, la stragrande maggioranza di noi non capisce niente di pallone, è già un miracolo se stiamo in campo. Qualcuna di noi, brasiliana, riesce anche a giochicchiare, ma in realtà siamo negate, tecnicamente parlando. È il risultato che ci interessa, cioè regalare un sorriso a chi è meno fortunato di noi. Di sicuro ci accomuna la passione per il calcio, ma il calcio giocato, per noi, è ancora un tabù.

Quando sono iniziate le vostre attività?
L’Associazione nasce a ottobre 2006. E stata presentata alla stampa in una cornice particolare, l’Ubi Major, gentilmente offerto per l’occasione dal notaio Luciano Quaggia, notaio di molti personaggi dello spettacolo, nonché socio onorario dell’associazione.

In che cosa consistono le attività e quali le finalità?
L’Associazione non persegue finalità di lucro e ha come finalità esclusiva la solidarietà sociale ed istituzionale, lo svolgimento di attività di beneficenza e solidarietà, a favore di persone svantaggiate, attraverso raccolta fondi, con svariate iniziative come campagne di sensibilizzazione, aste e sfilate benefiche, conferenze, ecc.

Quante partite giocate ogni anno?
Mediamente una ventina, ma da quando mi sono trasferita a Napoli per ragioni di cuore (ho un marito e una bambina di un anno), le nostre presenze sul campo da calcio sono diminuite, a causa dell’impossibilità nel poter seguire il tutto in modo corretto come ho sempre fatto in precedenza.

Quali sono i principali soggetti con cui entrate in contatto?
Non esiste un soggetto particolare, diciamo che, quelli con cui ci “scontriamo” di più sono i sacerdoti della Seleçao, con i quali, ormai, abbiamo un rapporto d’amicizia più che consolidato. Poi, comunque, ci capita di giocare con politici, sportivi delle diverse categorie, vecchie glorie del mondo del calcio – in particolare con i Bindun di Beppe Bergomi -, giornalisti, ecc.

Ci sono ragazze del campionato italiano femminile di calcio che potrebbero ambire a diventare una “modella calciatrice”?
Chi gioca a calcio seriamente, e con la grinta che si riconosce a un calciatore o calciatrice, diciamo che difficilmente ambirebbe a giocare con noi… ma magari un giro di prova sicuramente lo farebbero.

Il calciatore o l’allenatore italiano più affascinante secondo lei?
Beh, un calciatore italiano, affascinante, bello, simpatico che mi viene in mente, senza neanche pensarci troppo, è sicuramente Marco Borriello, ma ha il difetto di giocare nel Milan: io sono napoletana, di fede e di nascita. Un allenatore affascinante? Forse Walter Mazzarri, l’allenatore della mia squadra del cuore.

E quello straniero?
Di sicuro non Mourinho, sopporto poco la sua presunzione. Ma, sempre restando in tema “moro mediterraneo”, credo che Guardiola, l’allenatore del Barcellona, sia tra quelli più affascinanti.

L’occasione per ammirare dal vivo le modelle calciatrici capiterà a breve, sabato 29 maggio 2010, allo stadio San Siro di Milano, quando la squadra di Celeste Maione giocherà insieme ai sacerdoti contro una rappresentanza di figli di ex calciatori della Juventus.

Domenico Fabbricini

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